∀ Matematica discreta

Tecniche di dimostrazione: diretta, per assurdo e per casi

Le principali tecniche di dimostrazione in matematica discreta con esempi completi: diretta, per assurdo, per casi, costruttiva e uso dei controesempi.

Davanti a un enunciato da dimostrare, la difficoltà spesso non è la matematica in sé, ma scegliere da dove cominciare. Esiste un piccolo catalogo di strategie che coprono la grande maggioranza dei casi. Conoscerle aiuta non solo a scrivere dimostrazioni, ma anche a ragionare sulla correttezza di un algoritmo o a capire perché un'idea non funziona.

Dimostrazione diretta

Si parte dalle ipotesi e, con una catena di passaggi, si arriva alla tesi. È la strategia più semplice e conviene provarla per prima.

Enunciato: la somma di due numeri dispari è pari.

Dimostrazione: siano a e b dispari. Per definizione a = 2h + 1 e b = 2k + 1 per qualche intero h e k. Allora a + b = 2h + 2k + 2 = 2(h + k + 1), che è un multiplo di 2, quindi pari.

Il trucco della dimostrazione diretta è quasi sempre lo stesso: tradurre le parole nelle definizioni. «Dispari» diventa «2k + 1», «divisibile per 3» diventa «3m», e a quel punto resta solo algebra.

Dimostrazione per contronominale

Invece di p → q si dimostra ¬q → ¬p, che è equivalente. Conviene quando la negazione della tesi dà più informazioni della tesi stessa. Esempio classico: «se n² è pari, allora n è pari» si dimostra mostrando che se n è dispari anche n² è dispari.

Dimostrazione per assurdo

Si suppone che la tesi sia falsa e si arriva a una contraddizione. Poiché la contraddizione non può essere vera, l'ipotesi assurda va scartata e la tesi è vera.

Enunciato: √2 non è un numero razionale.

Dimostrazione: supponiamo per assurdo che √2 = a/b, con a e b interi e la frazione ridotta ai minimi termini. Allora 2 = a²/b², cioè a² = 2b². Quindi a² è pari, e allora a è pari: a = 2c. Sostituendo, 4c² = 2b², cioè b² = 2c², quindi anche b è pari. Ma allora a e b hanno il fattore comune 2, contro l'ipotesi che la frazione fosse ridotta. Contraddizione.

Un secondo esempio celebre, attribuito a Euclide: i numeri primi sono infiniti. Supponiamo che siano finiti, p₁, …, pₙ. Consideriamo N = p₁ · p₂ · … · pₙ + 1. Diviso per ciascun pᵢ dà resto 1, quindi nessuno dei primi elencati lo divide. Ma N > 1 ha almeno un fattore primo, che dunque non è nella lista. Contraddizione con l'ipotesi che la lista fosse completa.

Attenzione a un dettaglio: non si sta dicendo che N sia primo. Per esempio 2 · 3 · 5 · 7 · 11 · 13 + 1 = 30031 = 59 · 509. Si dice solo che ha un fattore primo fuori dalla lista.

Dimostrazione per casi

Quando le ipotesi si dividono naturalmente in situazioni diverse, si dimostra la tesi in ciascuna. L'importante è che i casi siano esaustivi: devono coprire tutte le possibilità.

Enunciato: per ogni intero n, n² diviso per 3 dà resto 0 oppure 1, mai 2.

Dimostrazione: ogni intero ha la forma 3k, 3k + 1 o 3k + 2.

  • Se n = 3k: n² = 9k² = 3(3k²), resto 0.
  • Se n = 3k + 1: n² = 9k² + 6k + 1 = 3(3k² + 2k) + 1, resto 1.
  • Se n = 3k + 2: n² = 9k² + 12k + 4 = 3(3k² + 4k + 1) + 1, resto 1.

I tre casi coprono tutti gli interi, quindi la tesi è dimostrata. Una conseguenza pratica: un numero che diviso per 3 dà resto 2 non può essere un quadrato perfetto.

Dimostrazioni di esistenza

Per dimostrare ∃x P(x) ci sono due strade.

  • Costruttiva: si esibisce un x concreto. «Esiste un numero che si scrive come somma di due cubi in due modi diversi»: 1729 = 1³ + 12³ = 9³ + 10³.
  • Non costruttiva: si mostra che un x deve esistere senza indicarlo. Il principio dei cassetti fornisce molti esempi di questo tipo.

In informatica le dimostrazioni costruttive sono particolarmente preziose, perché spesso corrispondono a un algoritmo che trova la soluzione.

Controesempi

Per mostrare che un enunciato universale ∀x P(x) è falso basta un solo x per cui P(x) non vale. «Ogni numero della forma n² + n + 41 è primo» regge per molti valori piccoli di n, ma per n = 40 si ottiene 40² + 40 + 41 = 1681 = 41², che non è primo. Un esempio non dimostra un universale; un controesempio basta a demolirlo.

Come scegliere

Se la tesi… Prova prima
segue «in avanti» dalle definizioni dimostrazione diretta
è una negazione (non razionale, non esiste) per assurdo
ha una negazione più maneggevole contronominale
dipende da parità, resti, segni per casi
afferma un'esistenza costruzione esplicita
sembra falsa cerca un controesempio

In sintesi

  • La dimostrazione diretta parte dalle definizioni tradotte in algebra.
  • Per assurdo si nega la tesi e si cerca una contraddizione; è naturale per enunciati negativi.
  • Nei casi multipli, l'esaustività dei casi è parte essenziale della dimostrazione.
  • Le dimostrazioni costruttive spesso equivalgono a un algoritmo.
  • Un solo controesempio basta a smentire un enunciato universale.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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